Pubblicato il 01/12/14e aggiornato il

Assistenza informatica: quando rivolgersi a dei professionisti


Siete proprio sicuri che l’amico appassionato di informatica sia la persona migliore a cui rivolgersi?
Non sempre l’amico appassionato di informatica è la persona migliore a cui rivolgersi!
Quando l’amico appassionato di informatica è la persona migliore a cui rivolgersi!

Sempre più spesso, presso il nostro centro di assistenza informatica arrivano persone che, per risolvere i vari problemi di informatica, si sono precedentemente rivolte a non professionisti (di solito l’amico-il parente-il conoscente di turno. Evidentemente qualcosa è andato storto se dopo l’esperienza “amatoriale” si sono rivolti a noi, che siamo un centro di assistenza informatica professionale…
Vediamo la casistica e le motivazioni del perché, spesso, è meglio rivolgersi a dei professionisti, e non a appassionati e tecnici improvvisati!

I professionisti hanno lo spirito commerciale

L’appassionato, a differenza di un operatore professionale, di solito opta quasi sempre per un computer assemblato: cerca i pezzi su eBay, o online, o dai rivenditori di fiducia, li ordina, li attende, li monta… Questo di per se non è sbagliato, ma comporta i seguenti possibili inconvenienti:
  • Chi paga i pezzi? Nel caso li paghi direttamente il cliente, dovrà fare bonifici, pagamenti PayPal, etc.
  • Bisognerà aspettare un po’ di tempo (ordine, spedizione, montaggio, etc.)
  • Garanzia: nel caso qualcosa non funzioni dovrete risalire a chi vi ha venduto il singolo pezzo e gestire direttamente la cosa
  • Siamo sicuri che l’assemblato convenga? L’amico di turno ha fatto il preventivo includendo l’acquisto del sistema operativo e di tutti i pezzi necessari?

Il professionista consiglia soluzioni per “persone normali”

Quando andiamo dall’amico smanettone di turno, questo spinge per installare mille programmi che secondo lui sono utilissimi, ma che in realtà ci fanno confusione (firewall, antispyware, pop-up blocker, 10.000 codec video, programmi per rippare la musica… tutte cose che difficilmente userebbe qualcuno che non ha queste passioni particolari) e magari installa la versione piratata di chissà che programma quando magari bastava utilizzare un’alternativa gratuita (che, oltre ad essere legale, da meno problemi…). Un professionista non si sognerebbe mai di installare software non regolarmente acquistato.

Rapporto di favore vs. rapporto professionale

Rivolgendosi a tecnici appassionati, il cliente ha sempre la preoccupazione di scocciare o a rompere le scatole con le sue esigenze e richieste. Spesso ci sentiamo dire dai nostri clienti: “Prima mi rivolgevo a Mario, ma lui fa un altro lavoro, queste cose le fa per passione, e non mi va di disturbarlo sempre con i miei problemi…”. Ovviamente tutto ciò non succede rivolgendosi ad un’azienda che si occupa proprio di queste problematiche.

Il professionista non cambia mestiere (di solito…)

Per il motivo appena detto, il Mario di turno dopo un po’ può stancarsi di fare il tecnico (professione brigosa e spesso poco remunerativa, soprattutto se fatta come pseudo-favore ad amici e conoscenti) e cambiare hobby, con la conseguenza di lasciarvi senza un punto di riferimento o un aiuto

Il professionista di solito ha maggiore esperienza

Il professionista, si suppone, abbia nel corso degli interventi acquisito una maggiore esperienza: avendo (si spera!) visto una casistica più ampia, saprà senz’altro consigliare soluzioni più adatte. Quando teniamo corsi di Tecnico Hardware ci rendiamo conto che ragazzi che già riparano computer per passione mancano di conoscenze e esperienze fondamentali. Per esempio: non avendo avuto la possibilità di operare in svariati contesti aziendali o domestici, la maggior parte non ha mai usato Powerline, che noi installiamo invece quasi quotidianamente!

Il professionista non rischia

L’hobbysta spesso tratta i computer che gli si passano sotto come se fossero i suoi, con una piccola differenza: lui, come tutti i veri appassionati, è uno sperimentatore, ma ehm… non è detto che il cliente sia d’accordo a prestare il suo computer come cavia! D’altra parte chi si occupa di informatica in maniera amatoriale, ha la tendenza a fare prove, modifiche, magari pasticci con l’idea che è sempre possibile rimediare cercando su Google. Le soluzioni fai-da-te e improvvisate però non fanno per il cliente!
Autore: Saverio Barbati Stampi di iKong, per Gratis dal Web


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